La scienza dietro la coltivazione idroponica

La scienza è sempre in continua evoluzione, e sempre più spesso le sue applicazioni ci circondano e non ce ne rendiamo minimamente conto. Le coltivazioni idroponiche per esempio, sono una di queste cose.

Questo speciale sistema di coltivazione, che permette alle piante di crescere forti e rigogliose senza l’apporto della terra, permette anche di rendere più veloce la crescita delle piante. Eccovi, alcuni dei fatti più interessanti ed importanti sulla scienza che ha permesso la creazione degli impianti idroponici.

Un sistema privo di germi

la coltivazione idroponicaLa coltivazione idroponica è per molti agricoltori moderni uno dei sistemi più sicuri e funzionai per la mancanza di germi. Infatti, l’acqua utilizzata per mantenere in vita le piante coltivate è stata purificata. Al suo interno non sono più presenti sostanze chimiche o batteri nocivi (se sono presenti, la loro percentuale è così minima che non possono influire sullo stato di salute della pianta).

Questo è sicuramente uno dei motivi principali, che dovrebbe farvi capire l’importanza che la scienza ha nel campo delle coltivazioni idroponiche. Senza macchine capaci di filtrare l’acqua e renderla priva di scorie, l’idroponica non potrebbe essere la scelta migliore per chi vuole ottenere delle piante non trattate con prodotti chimici dannosi per la salute dell’uomo.

La mancanza di germi o parassiti delle piante, se da un lato rende molto più naturale e priva di pesticidi la crescita delle piante, dall’altro lato la rende anche più economica. I nutrimenti che si inseriscono nel flusso dell’acqua, invece di essere dispersi nella terra sono totalmente assorbiti dalle piante.

Minore possibilità di sbaglio

Purtroppo, come tutte le cose belle anche l’ìdroponica ha una serie di difetti che possono renderla un pessimo sistema per la coltivazione. Poiché il sistema d’irrigamento e di nutrimento sono decisamente molto efficienti, nel caso si presenti un malfunzionamento e all’interno del circolo si presentano dei germi tutte le piante collegate a quel sistema possono infettarsi.

L’infezione, che si diffonderebbe in maniera molto veloce, porterebbe a una morte quasi certa di tutte le piante colpite da questa malattia. Se da una parte questo sistema è in grado di spingere al massimo la crescita delle piante, grazie alle sostanze nutritive e alla presenza di serre per la coltivazione indoor a led, dall’altra parte possono portare alla morte di tutto il raccolto in poco tempo.

Come ci hanno detto gli specialisti di www.idroponica.it, bisogna avere molta cura e dedizione nel mantenere nelle migliori condizioni tutti gli apparati che compongono il sistema per la coltivazione indoor. In particolare, le pompe di filtraggio dell’acqua e quelle che si occupano d’inserire l’acqua nel circolo.

Una poca dedizione nella cura di queste macchine, in poche settimane è in grado di uccidere tutto un raccolto. Una volta scoperta l’infezione, è difficile essere in grado d’intervenire per curare le piante ammalate e allo stesso tempo rendere funzionante al 100% il sistema idroponico compromesso.

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