Discorso di Mattarella nella Giornata della Memoria

Il 27 gennaio si è celebrato il Giorno della Memoria: quest’anno, in occasione di questa giornata in cui si è celebrato il 71esimo anno dalla scoperta degli orrori di Auschwitz, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dedicato un accorato ed appassionante discorso dedicato in particolare al nuovo nazionalismo che spesso si configura in merito ai flussi migratori in Italia.

Discorso di MattarellaLa paura è che proprio questo rinnovato e vigoroso nazionalismo possa mettere in pericolo il già delicato equilibrio nel nostro paese e trasformarsi in una nuova Shoah, in un nuovo desiderio di sterminio e di guerre. Ma il Presidente della Repubblica, che ha parlato insistendo a lungo sul tema, ha ricordato che “la nostra storia, la Shoah ci dicono che il nazionalismo di ritorno non ci proteggerà dalle nuove insidie. E’ un’illusione alzare muri e ricercare negli Stati nazionali un’inverosimile sovranità perduta”: è quindi importante, secondo Mattarella, ricordare l’orrore e gli stermini venuti fuori dalle leggi razziali, fare tesoro degli errori commessi e comportarsi di conseguenza.

Il discorso di Mattarella nella Giornata della Memoria, fatto di fronte a tre ex deportati ed agli studenti che hanno compiuto viaggi di studio ad Auschwitz è volto quindi a sottolineare l’importanza di “settanta anni di pace e di sviluppo che vanno individuate anche nel sangue e nella terra fredda, mista a cenere, di Auschwitz, Treblinka, Sobibor, Bergen Belsen, Birchenwald, Matghausen, Dachau e di tutti gli altri campi”.

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