Caso Yara Gambirasio: si continua a discutere sul tema

Continua a far discutere il caso Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate di Sopra, rimasta uccisa – secondo i giudici nella stessa sera del rapimento, ad opera del muratore di Mapello, Massimo Bossetti – il 26 novembre 2010. Il suo corpicino senza vita venne ritrovato mesi dopo la sua scomparsa, dopo settimane di ricerche da parte degli inquirenti e di sollecitazioni anche da parte della trasmissione televisiva Chi l’ha visto? in onda su Rai Tre.

caso Yara GambirasioLa piccola Yara è stata rapita, seviziata ed infine lasciata morire, di freddo, di fame e di paura, sul campo di Chignolo D’Isola nel quale il suo corpo senza vita venne ritrovato molti mesi dopo la sua scomparsa. A nulla sono valse – e forse sarebbero valse – le ricerche: perché quella sera del 26 novembre di sette anni fa, la piccola Yara era stata trascinata sul furgone bianco da Bossetti, che l’aveva rapita e portata in un posto “sicuro” dove avrebbe potuto abusare di lei. Non a caso, sul computer da egli stesso utilizzato, sono state poi rinvenute tracce di ricerche a tema pedopornografico: segno, forse, di un’ossessione che Bossetti aveva e nutriva da tempo.

E mentre i giudici hanno condannato l’uomo, Bossetti non ha mai ammesso di aver ucciso Yara. Anzi, il muratore di Mapello, sempre supportato dalla sua famiglia, ha sempre dichiarato di essere totalmente estraneo ai fatti.

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