Cartomanzia: superstizione o razionalità?

Nonostante i progressi scientifici e del pensiero abbiano ampiamente smentito la loro validità, la cartomanzia e la superstizione, strettamente legate fra loro, hanno ancora una grande importanza per moltissimi italiani. Si stima che oltre 12 milioni di italiani negli ultimi anni abbiano utilizzato la cartomanzia professionale come conforto e rimedio alle loro preoccupazioni e paure.

In realtà, come molti cartomanti ammettono, le carte non contengono la verità: sta al lettore essere in grado di interpretarle correttamente secondo le proprie conoscenze e la disposizione dei simboli e ricavarne dei significati. Questo significa che la cartomanzia è una pratica che presenta una forte componente razionale e, come tale, va affrontata con metodo, con una certa attitudine mentale e soprattutto con una dose elevata di buon senso.

superstizione o razionalitàAlle persone che vogliono imparare a leggere le carte, un buon consiglio che i cartomanti esperti danno è aumentare la propria sensibilità verso le difficoltà e le emozioni del prossimo: solo così sarà possibile passare dalla combinazione delle carte al loro significato simbolico, dandone l’interpretazione corretta. Per questo motivo non esistono cartomanti giovani o adolescenti: l’interpretazione delle carte ha bisogno dell’esperienza che si acquisisce con gli anni.

Tuttavia, la stragrande maggioranza delle persone che si affidano ai cartomanti sono convinte che essi siano in grado di risolvere completamente i loro problemi, che abbiano capacità magiche o, in moltissimi casi, che siano in grado di “togliere il malocchio”. Si tratta di una visione irrealistica, che cozza con tutti i principi della cartomanzia ed è controproducente per i clienti in quanto, molto spesso, li porta a essere abbindolati da ciarlatani e a cadere in gravi truffe.

L’approccio giusto alla lettura dei tarocchi, al contrario, si basa sul superamento della visione superstiziosa di questa antica pratica e sull’idea che la sapienza non è nascosta “dentro” le carte, ma nel cuore e nella mente degli uomini, nelle lezioni che la vita ha insegnato loro e nell’esperienza che essi ne hanno ricavato.

Per questo motivo, la correlazione realmente interessante è quella fra cartomanzia e psicologia: entrambe le discipline, per quanto diverse fra loro, portano l’uomo a conoscere se stesso, gli altri e la vita e a dosare le proprie aspettative nei confronti di questi tre elementi dell’esistenza umana.

Mentre l’unico elemento in comune è la capacità di analizzare l’animo umano e le sue peculiarità, nonché il tentativo di rispondere ai dubbi che lo tormentano, esse differiscono totalmente nell’oggetto di indagine (il presente e il futuro nella cartomanzia, il presente e il passato nella psicologia).

Concludendo, possiamo affermare che la cartomanzia è una disciplina molto più complessa di quanto si pensi, che non si limita alla mera predizione della fortuna ma si basa su elementi concreti del vissuto dell’essere umano.

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